Onorevoli Colleghi! - La legge 31 ottobre 1955, n. 1064, recante «Disposizioni relative alla generalità in estratti, atti e documenti, e modificazioni all'ordinamento dello stato civile» dispone, agli articoli 1 e 2, che la paternità e la maternità non devono più essere indicate in tutti gli estratti per riassunto e in tutti i certificati degli atti dello stato civile (nascita, morte, matrimonio, comprese le pubblicazioni, cittadinanza, stato di famiglia), in tutti i documenti di riconoscimento ed in tutti gli altri atti, denunce o documenti in cui la persona deve essere indicata «per fine diverso da quello relativo all'esercizio di doveri o diritti derivanti dallo stato di legittimità o di filiazione». Con tale provvedimento è stato in sostanza abolito il cosiddetto «NN» anagrafico.
      Anziché una legge restrittiva che priva un popolo delle proprie generalità, sarebbe auspicabile che il Parlamento approvasse una legge elargitiva che consenta a chi ne fosse sprovvisto di acquisire le generalità con una semplice domanda da presentare alle autorità competenti. È questo il fine che si intende perseguire con la presente proposta di legge.
      Riteniamo, infatti, che sia orgoglio di ogni cittadino poter certificare i nomi nativi dei genitori piuttosto che ometterli.
      Allo stesso tempo, al fine di evitare che una tale disposizione possa incentivare l'utilizzo di false generalità, è necessario anche ridefinire, sotto il profilo sanzionatorio, i reati di cui agli articoli 495 (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri) e 496 (False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri) del codice penale.
      Un incremento dei limiti edittali della pena prevista per questi reati - che consenta l'adozione della custodia cautelare in carcere nei confronti di chi fornisce false generalità - costituirebbe oggi un concreto strumento dissuasivo ed una sanzione per coloro che intendono sfuggire all'individuazione facendo uso costante di falsi nominativi.

 

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